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L'animale nella relazione

Aggiornato il: 18 dic 2019

L'animale rappresenta l'altro "attore sociale" di una relazione, di una comunicazione che avviene in due sensi, essendo un "polo di dialogo" ( R.Marchesini ), capace di agire attivamente e soggettivamente sul processo relazionale, ne è parte attiva in quanto interlocutore delle relazioni. Da una parte ci sta l'altro animale-uomo che evidenzia i propri bisogni fisici e psicologici e dall'altra l'animale non umano, che essendo naturalmente sintonizzato sul "cuore" si muove verso, in base al proprio sentire . Negli IAA ( interventi assistiti con gli animali ) l'animale nel rispetto del suo essere "altro" pur essendo "senziente" fornisce un apporto beneficiale senza alcun bisogno di "addestramento" . Contrariamente a quanto molti pensano, la valutazione della coppia animale-coadiutore è volta ad accertare la salute animale sul piano comportamentale e fisico e l'equilibrio nel lavoro binomiale e non a snaturare il co-terapeuta animale.

Parlando di specie animali, all'interno di ogni attività proposta, il cane è capace di interagire a qualsiasi livello di gravità dell'utente e lo fa utilizzando soprattutto la corporeità e il linguaggio non verbale. Nel contesto delle attività proposte il cane rappresenta un forte polo di attrazione che è specifico e unico.

Il cavallo attraverso l'aspetto più immediatamente corporeo del contatto ha un importante effetto su tutto l'apparato psicomotorio, ma anche cognitivo e comportamentale ( Bisi,1985), basti pensare alla "riabilitazione equestre", e non solo.

In considerazione del fatto che la relazione uomo-animale non tecnica, non "uso", non strumento ma si basa su una partecipazione intesa come relazione dialogica, spostando lo sguardo su un altro equide, l'asino, possiamo affermare che tra le sue abilità sicuramente c'è la capacità di relazionarsi con modalità del tutto particolari, basate sulla spontaneità. Di natura l'asino è molto comprensivo ed attento, ama offrire e ricevere affetto similmente al cane; ha movimenti più quieti e lenti del cavallo, rassicurando sia nelle attività a terra che per la cavalcata.

Tutte queste forme di comunicazione "non verbale" contribuiscono al ben-essere e assecondando il bisogno tipicamente umano di "dialogo" favoriscono un vero e proprio "medium comunicativo" e contatto con l'esterno.



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